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01-02-2017 - Proteina clonata dagli squali per la cura della fibrosi polmonare

E' ispirato a un anticorpo presente negli squali e ha avuto il via libera per la sperimentazione sull'uomo, un nuovo farmaco destinato alla cura della fibrosi polmonare, malattia incurabile che provoca cicatrici nei polmoni e un progressivo peggioramento della respirazione.

Per la fibrosi polmonare non vi è cura e le terapie oggi disponibili possono solo rallentarne la progressione e alleviarne i sintomi. "Se c'è una lesione nell'organo, la ferita cerca di guarire sviluppando troppo collagene e provocando un accumulo di tessuto. La conseguenza è una insufficienza d'organo", spiega Mick Foley, de La Trobe University di Melbourne, che ha sviluppato la nuova molecola insieme alla società di biotecnologie AdAlta.

Basato su una proteina umana costruita sul modello di un anticorpo estratto da uno squalo wobbegong del Melbourne Aquarium, il farmaco AD-114 è riuscito a uccidere le cellule che causano la fibrosi e impedire la formazione di tessuto connettivo cicatriziale nei polmoni. Ma se venisse iniettato direttamente in un essere umano, il corpo lo respingerebbe. "Il nostro trucco - aggiunge Foley - è stato quello di creare una molecola che assomigli a quella dello squalo ma compatibile col corpo umano". La Food and Drug Administration ha designato AD-114 "farmaco orfano" per la cura di una fibrosi polmonare idiopatica, forma rara della malattia che colpisce circa 30 casi ogni 100.000 abitanti. Tuttavia sarà testato anche su pazienti che soffrono di altre forme di fibrosi come quelle a rene, occhi, fegato e cuore.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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