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30-09-2017 - Gli squali vivono il doppio del previsto: ecco come è stato scoperto

Gli squali e le razze vivono il doppio di quanto creduto sino ad oggi, e la ragione risiede in una sistematica sottovalutazione della loro età da parte dei ricercatori. A determinarlo è stato il dottor Alastair Varley Harry, un biologo marino dell'Università James Cook di Cairns, Australia, che ha effettuato una revisione dei metodi utilizzati normalmente per valutare la longevità dei pesci cartilaginei, come appunto gli squali e le razze.

I due metodi principali ricordano molto da vicino la classica ‘conta degli anelli' per determinare l'età di un albero, solo che in questo caso vanno verificate le strutture calcificate all'interno delle vertebre degli animali. Nella prima, chiamata “bomb carbon dating”, si misura il livello di carbonio accumulato a causa dell'inquinamento prodotto dai test nucleari atmosferici condotti negli anni '50; nel secondo, il “fluorochrome chemical marking”, il dato dell'età viene ottenuto osservando la reazione di un fluido fluorescente iniettato nei pesci. Entrambi gli esami, naturalmente, si effettuano su esemplari morti.


In base ai calcoli del dottor Harry tali procedure comportano un margine d'errore notevole soprattutto quando si tratta di esemplari lunghi e anziani, poiché gli anelli di accrescimento esaminati con queste tecniche, raggiunta una certa lunghezza o età, non sono più efficaci. “La sottovalutazione dell'età – ha sottolineato il biologo del Queensland – sembra accadere perché gli anelli di crescita cessano di formarsi o diventano inaffidabili oltre una determinata dimensione o età”.

Nei diversi studi analizzati dal ricercatore l'età è stata costantemente sottovalutata in ben 29 generi e nel 30 percento delle 53 popolazioni prese in esame. “In tutti i casi studiati l'età è stata sottovalutata da una media di 18 anni e fino a 34 anni in una sola istanza. Dalle prove che abbiamo adesso sembra che il problema sia sistemico piuttosto che riguardare soltanto alcuni casi isolati”, ha proseguito il professor Harry. Emblematici sono stati i casi dello smeriglio (Lamna nasus) e dello squalo nutrice (Ginglymostoma cirratum), dove il primo può vivere fino a 40 anni – il doppio di quanto precedentemente stimato – e il secondo ha avuto una longevità sottostimata di 22 anni.

Sarebbe interessante applicare il metodo del professor Harry allo squalo della Gronelandia (Somniosus microcephalus), il vertebrato più longevo in assoluto che si stima possa vivere 400 anni. Secondo l'autore dello studio, che ha pubblicato i risultati della sua indagine sulla rivista scientifica specializzata Fish and Fisheries, sottostimate l'età degli squali può avere un impatto estremamente negativo non solo sulla conservazione e la protezione delle specie in pericolo, ma anche nel formulare stime più o meno ottimistiche sugli stock ittici per la pesca commerciale. Le conseguenze ecologiche e socioeconomiche a lungo termine potrebbero essere estremamente serie.

http://scienze.fanpage.it/gli-squali-vivono-il-doppio-del-previsto-ecco-come-e-stato-scoperto/


   
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