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23-10-2017 - Squali senza pinne a bordo di un peschereccio spagnolo

Il 5 settembre scorso, il peschereccio spagnolo ‘Baz’, che utilizza palamiti, è stato abbordato nelle acque territoriali dello Stato insulare centrafricano Sao Tome e Principe da parte di autorità dello Stato stesso, assistite da membri di Sea Shepherd, organizzazione che si occupa di conservazione marina, e da agenti delle forze dell’ordine provenienti dal Gabon, nell’ambito dell’operazione congiunta ‘Albacore’.

Sebbene il peschereccio facente uso di palamiti avesse un permesso di pesca per “tonno e specie affini”, spiega Sea Shepherd in una nota, “le ispezioni hanno rivelato che le stive destinate al pescato erano piene per la maggior parte di squali, in prevalenza verdesche, le quali sono classificate come ‘quasi minacciate’ dall’International union for conservation of nature (Iucn), ma c’erano anche squali mako pinna corta, classificati come ‘vulnerabili”, una sola categoria al di sotto di ‘a rischio di estinzione'”.

Molte delle pinne di squalo “erano già state staccate dai corpi degli animali”, denuncia l’associazione, “il che costituisce una sospetta violazione Regolamento (Ce) del Consiglio Relativo all’Asportazione di Pinne di Squalo a Bordo dei Pescherecci (1185/2003) e del relativo emendamento (605/2013), che stabilisce che qualunque esemplare di squalo catturato sia consegnato con le pinne/ali naturalmente attaccate al corpo”.

“I braccioli, vale a dire i segmenti monofilamento che sostengono gli ami, erano stati rinforzati con filo di ferro, fatto che va a rafforzare il sospetto che le specie considerate l’obiettivo da parte del ‘Baz’ fossero in primo luogo squali, non tonni. I braccioli in ferro sono utilizzati per far sì che gli squali non possano rompere a morsi la lenza e fuggire”, prosegue la nota dell’associazione, “a bordo sono altresì stati trovati pesci puliti e lavorati, il che costituisce violazione delle normative di São Tomé in materia di pesca quando non è stata chiesta precedentemente l’approvazione. Il ‘Baz’ non aveva ottenuto tale approvazione”.

“Il ministero della pesca di Sao Tome ha presentato un reclamo alla Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca (DG Mare) dell’Unione Europea al fine di seguire l’andamento delle accuse formulate in relazione al Regolamento (CE) del Consiglio Relativo all’Asportazione di Pinne di Squalo a Bordo dei Pescherecci- dice Peter Hammarstedt, direttore delle Campagne di Sea Shepherd- ma, stranamente, i reati non sono stati perseguiti in Spagna, stato di bandiera della nave, col pretesto della doppia incriminazione, essendo stato affermato che erano già state inflitte pene a Sao Tome, nonostante il fatto che tali pene non riguardavano lo shark finning”.

Sea Shepherd ritiene che l’ispezione e l’abbordaggio del ‘Baz’ costituiscano “un’opportunità per la Spagna, stato di bandiera, di mettere finalmente un freno alle attività criminali della propria flotta di pescherecci che utilizzano palamiti”. Il fatto che “l’Europa si sia sottratta alle proprie responsabilità nel perseguire i reati commessi dall’Alemar Primero riguardo la violazione del Regolamento (Ce) del Consiglio Relativo all’Asportazione di Pinne di Squalo a Bordo dei Pescherecci”, dice Peter Hammarstedt, direttore delle Campagne di Sea Shepherd, “è il motivo per cui la flotta spagnola di pescherecci che fanno uso di palamiti si sente sicura nel continuare ad asportare le pinne agli squali nelle acque di Sao Tome, in violazione delle normative europee in materia di conservazione. La DG Mare dell’Ue deve dare un esempio attraverso il Baz. Se la Spagna, stato di bandiera di questa nave, non commina pene al ‘Baz’, non ci sarà giustizia per Sao Tome e Príncipe e il Regolamento (Ce) del Consiglio Relativo all’Asportazione di Pinne di Squalo a Bordo dei Pescherecci rimarrà lettera morta”.

http://www.dire.it/19-10-2017/148964-squali-senza-pinne-a-bordo-di-un-peschereccio-spagnolo-la-denuncia-di-sea-shepherd/


   
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