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25-11-2017 - Aumenta la protezione internazionale per gli squali

Un gran numero di Nazioni, 128 per l'esattezza, hanno firmato il CMS, Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals, in base al quale si estendono i limiti di protezione per gli squali e altre specie migratorie ben oltre le acque territoriali di un Paese.

Specie come lo squalo balena, vulnerabile e aggiunta all'appendice 1 della convenzione, non potrà essere né catturato né ucciso, e questo indipendentemente dal fatto che si trovi in acque del Madagascar o del Mozambico, del Perù o della Tanzania.

Altri squali sono inclusi nell'appendice 2 della convenzione, con l'obbligo per tutte le nazioni presenti lungo i loro percorsi migratori di proteggerli attraverso norme che regolamentano o impediscono la pesca.

La maggiore difficoltà nel proteggere queste specie, infatti, è legata alle loro abitudini migratorie che le portano continuamente a varcare i confini delle acque territoriali. Se una Nazione ne vieta la pesca, non è detto che lo faccia anche quella confinante, perciò gli squali rischierebbero di essere catturati appena passato il confine.

Una di queste specie è la verdesca, Prionace glauca, che con 20 milioni di esemplari pescati in tutto il mondo ogni anno, è quella più catturata tra tutti gli squali, ed essendo un animale migratore si spera possa trarre vantaggio dalle decisioni della CMS.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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