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27-11-2017 - I media sbranano i migranti peggio degli squali

E' di questi giorni la notizia di un naufragio al largo delle coste libiche in cui sono morte una trentina di persone. Evidentemente troppo poche per generare indignazione e attenzione nei lettori, assuefatti ormai a un numero di vittime ben più elevato nelle tragedie che accadono oltre l'uscio di casa (a proposito, che fine hanno fatto i morti del terremoto in Iraq-Iran? E quanto dureranno i 300 e più morti sufi nel nord del Sinai? C'è ancora la guerra in Ucraina? L'Isis in Siria è scomparso?).

Dunque troppa concorrenza per i poveri migranti annegati di fronte alle spiagge della città di Garabulli, 60 chilometri a est di Tripoli, e serviva qualcosa di affascinante come gli squali per svegliare le coscienze e ringalluzzire i tristemente noti e appannati buonisti, spiazzati dall'insolito celodurismo del ministro Minniti.

La guardia costiera libica ha parlato di una presenza di squali durante le operazioni di soccorso ai superstiti, e questo è normale vista la tendenza di questi pesci ad aggregarsi in presenza di prede. C'è da credere che le Autorità abbiano riportato di corpi morsicati e di parti da essi mancanti, ma i media, anziché stendere un velo su questi macabri particolari, ne hanno amplificato la portata, titolando di una strage di migranti dilaniati, sbranati, divorati, in un modo tanto convincente che mi aspetto una riapertura a grandi numeri dell'accoglienza di clandestini, che naturalmente hanno poco o niente a che fare con le vittime delle tragedie umanitarie .

Evidentemente gli squali "tirano" perfino più del Papa.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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