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26-01-2018 - Salvare gli squali con gli alberi genealogici della loro evoluzione

Gli scienziati puntano a salvare i rami più importanti dell'albero della vita di squali, razze e chimere.

Per far uscire dall’ombra e salvaguardare rare specie di squali, razze e chimere (condritti), i ricercatori della Simon Fraser University (Sfu) e i loro colleghi di altre università canadesi e statunitensi hanno sviluppato un albero genealogico completamente definito e hanno classificato ogni specie in base alla storia evolutiva unica che rappresenta. I risultati sono stati presentati nello studio “Global priorities for conserving the evolutionary history of sharks, rays and chimaeras” pubblicato su Nature Ecology & Evolution

I condritti sono composti da 1.192 specie e rappresentano 36,8 miliardi di anni di storia evolutiva unica. 242 specie di squali e razze – un quarto di quelle conosciute, sono in pericolo di estinzione, soprattutto a causa della pesca eccessiva.

Uno degli autori dello studio, il biologo della Sfu Christopher Mull, sottolinea: «Mentre tutti abbiamo sentito parlare di squali bianchi e mante, quanti di noi hanno sentito parlare dello squalo di Colclough o dello sharkray? La maggior parte delle specie di squali e razze sono sottovalutate perché non sono presenti nei media popolari, ma spesso svolgono importanti ruoli biologici, sociali o economici e meritano l’attenzione della conservazione».

Quantificando la storia evolutiva unica di una specie, i ricercatori hanno scoperto che l’estinzione di una singola specie di squalo o di razza significherebbe in media la scomparsa di 26 milioni di anni di storia evolutiva distinta dall’albero evolutivo degli squali e delle razze. Si tratta del doppio delle media della storia evolutiva di un mammifero e più di quattro volte quella media di un uccello.

Un altro autore delle studio, Nicholas Dulvy, anche lui della Sfu, aggiunge: «Siamo stati entusiasti nel vedere che le specie di squalo e di razze maggiormente distinte evolutivamente includevano una varietà di forme e funzioni. Tutti, dagli squali di profondità e filtratori alle razze elettriche e al pesce sega sono al top delle specie particolarmente distinte dal punto di vista evolutivo».

Per poter concentrare meglio gli sforzi per la salvaguardia della vita marina, gli autori dello studio hanno messo insieme distinzione evolutiva e mappe degli areali, per capire come sia distribuita negli oceani la storia evolutiva degli squali e delle razze. E’ così che hanno identificato cinque hotspot prioritari per la conservazione degli squali e delle razze:

1) Oceano Atlantico sudoccidentale,

2) Africa occidentale,

3) Oceano Indiano sudoccidentale,

4) Oceano Pacifico nordoccidentale,

5) Oceano Pacifico sudoccidentale.

Grazie a queste informazioni, la Società Zoologica di Londra lancerà presto, nell’ambito del programma Edge of Existence, un’iniziativa Edge (evolutionary distinct & globally endangered) per la salvaguardia degli squali che aiuterà a costruire competenze e capacità locali per la conservazione di squali e razze evolutivamente minacciate.

Arne Mooers, del dipartimento biodiversità della Sfu, conclude:«La nostra principale preoccupazione era quella di produrre uno strumento che i professionisti della conservazione ptessero effettivamente utilizzare. L’obiettivo è quello di aiutare a conservare il più possibile l’Albero della Vita».

https://www.nature.com/articles/s41559-017-0448-4


   
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