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19-02-2018 - Scene di caccia in mare nell'arte rupestre scoperta in Cile

Di Sarah Gibbens - Fotografia di Benjamin Ballester

Le immagini di cacciatori armati di arpioni a bordo di zattere realizzati con ossido di ferro nel deserto di Atacama svelano l'importanza di questa pratica tra le antiche popolazioni cilene.

Per la popolazione di cacciatori-raccoglitori che 1500 anni fa viveva in una della zone più aride del mondo, il deserto cileno di Atacama, si sarebbe trattato di una cattura particolarmente fortunata.

Questo attimo, così come altri simili, è stato fissato nel tempo da antichi artisti circa 1500 anni fa. In dipinti rupestri color rosso acceso eseguiti in ossido di ferro è ancora possibile ammirare questa vecchia pratica di caccia. Nelle raffigurazioni, riferiscono gli archeologi, compaiono balene, pesci spada, leoni marini e squali.

Un nuovo studio pubblicato su Antiquity sottolinea quanto in questa epoca la caccia in mare fosse decisiva per i cacciatori-raccoglitori e come questa drammatica storia sia rappresentata dall'arte rupestre.

I primi ritrovamenti sono avvenuti in Cile da parte di antropologi all'inizio del XX secolo. Incastonata tra il deserto e l'oceano esiste una valle chiamata El Médano dove è stata documentata per la prima volta arte rupestre in questa regione. A lungo si è ritenuto che gli unici in questa area a praticare la pittura rupestre per circa un millennio fossero stati i Paposo.

Il nuovo studio si concentra sull'arte rupestre scoperta diversi chilometri a nord di El Médano, in un sito chiamato Izcuña, anche se i dipinti risalenti a questo periodo vengono definiti generalmente di arte El Médano.

Nelle gole di Izcuña sono stati rinvenuti 328 dipinti su 24 diversi blocchi di roccia. Molti sono stati rovinati dall'umidità portata dai banchi di nuvole che si formano sopra la costa cilena e si spostano poi verso l'interno. Una quantità sufficiente di opere si è preservata però in modo tale da poter essere associata all'arte di El Médano.

Il tipo più comune raffigura le sagome di grandi pesci. Altre immagini mostrano scene di caccia con zattere e armi. Nei dipinti sono rappresentati anche animali terrestri, ma la raffigurazione nella pittura rupestre di attività in mare è più rara.

L'autore dello studio, Benjamín Ballester, fa notare che le balene e i pesci vengono sempre disegnati fuori scala rispetto ai cacciatori e alle loro imbarcazioni, facendo delle prede un avversario impressionante.

"Dopo tutto la caccia viene rappresentata come una pratica specializzata, solitaria e individuale, eseguita da poche persone selezionate", sottolinea lo studio.

Più che semplici opere d'arte, i dipinti forniscono prove archeologiche del fatto che la caccia in mare fosse essenziale in queste società.

Durante scavi precedenti gli archeologi hanno trovato improvvisati arpioni costruiti con aste di legno con punte di freccia mobili risalenti a 7 mila anni fa.

Ballester sostiene che se si considerano questi manufatti e l'arte come un tutt'uno, gli archeologi sono in grado di comprendere meglio la vita nell'antico Cile.

"La caccia in mare era uno degli elementi fondamentali della loro sopravvivenza, ma erano anche dei grandi pescatori e raccoglitori di molluschi", spiega.

"Dai loro insediamenti costieri partecipavano attivamente a reti di scambio su grande scala con le comunità agro pastorali delle valli interne e delle oasi dell'Atacama, scambiando specialmente pesce essiccato con dei manufatti".

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2018/02/16/news/scene_di_caccia_in_mare_nell_arte_rupestre_scoperta_in_cile-3867452/


   
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