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22-01-2019 - Nuova specie di squalo di acqua dolce estinto tra i fossili di un T-Rex

Abbiamo tracce dell’esistenza degli squali già nel Paleozoico (544 - 248 milioni di anni fa). Predatori del genere setacciavano fiumi e laghi, non solo gli oceani, prima della comparsa dei vertebrati terrestri. Accanto a pescecani dalla fauci enormi e denti affilati come rasoi erano diffusi anche piccoli squali, con una dentatura in miniatura.

Ora abbiamo una prova ulteriore della variabilità di una specie che ha fatto la sua comparsa sul nostro pianeta prima ancora della colonizzazione delle terre emerse da parte di molte piante. Nel guscio roccioso che avvolgeva il fossile del più celebre T-Rex, chiamato Sue, sono stati trovati i denti di uno squalo preistorico d’acqua dolce.

La nuova specie, 67 milioni di anni fa infestava i corsi d’acqua di quello che è oggi il territorio del Sud Dakota. La forma dei denti ricorda le astronavi aliene del popolare videogioco degli anni '80 Galaga. Per questo la nuova specie è stata chiamata Galagadon nordquistae. Pubblicata sul Journal of Paleontology, la scoperta si deve ai ricercatori coordinati da Terry Gates, dell'americana North Carolina State University.

Galagadon nordquistae era un piccolo squalo lungo circa 45 centimetri, parente dei moderni squali tappeto che oggi vivono per lo più nelle acque del Sud-est asiatico e dell'Australia. Anche i suoi denti erano molto piccoli: ognuno di essi misurava meno di un millimetro di diametro: "Questo squalo aveva denti che erano buoni per catturare piccoli pesci o schiacciare lumache e gamberetti", rileva Gates. Il ricercatore ha scoperto oltre 20 denti setacciando i sedimenti che avvolgevano il fossile di Sue, che è conservato presso il Field Museum of Natural History a Chicago.

Secondo Pete Makovicky il curatore della sezione dinosauri del Field Museum, "probabilmente questo squalo aveva una faccia piatta e una pelle maculata, come quella dei suoi parenti di oggi, e passava una buona quantità del suo tempo sdraiato sul fondo del letto del fiume". La scoperta della nuova specie è un tassello che aiuta a ricostruire come era l'ambiente durante l'epoca che ha preceduto l'estinzione dei dinosauri. Ogni specie in un ecosistema svolge un ruolo specifico, di supporto all'ambiente in cui vive: "non possiamo comprendere cosa sia cambiato nell'ecosistema durante l'estinzione di massa avvenuta alla fine del Cretaceo - conclude Gates - senza conoscere tutte le specie che esistevano prima".

https://www.cambridge.org/core/journals/journal-of-paleontology/article/new-sharks-and-other-chondrichthyans-from-the-latest-maastrichtian-late-cretaceous-of-north-america/03C9F86EA8FE0C54C70BFB7783FC


   
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