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05-02-2019 - Attacchi di squali in calo nel 2018

Nel 2018 si sono verificati 66 attacchi non provocati, molti in meno rispetto agli anni precedenti. È un buon segnale? Senz'altro lo è per noi, ma è poco rassicurante per loro. Partiamo dai dati divulgati dal Yearly Worldwide Shark Attack Summary, la ricerca annuale condotta dal Florida Museum of Natural History.

GLI ATTACCHI NEL 2018

Gli incidenti documentati e presi in esame sono stati 130, dei quali 66 sono stati attacchi non provocati (ossia senza che lo squalo fosse infastidito da un essere umano) e 43 provocati (in seguito a interazioni iniziate da persone). I rimanenti trenta casi riguardano invece una variegata gamma di situazioni, che vanno dagli attacchi alle barche a quelli dubbi, ossia attribuibili ad animali diversi, fino a quelli su cui mancano informazioni certe per determinare il tipo di interazione occorsa fra uomo e squalo.

In totale, gli attacchi mortali sono stati cinque, in linea con la media annuale di sei.

Il dato più rilevante è il calo degli attacchi non provocati: i 66 dell'anno scorso sono un numero significativamente più basso rispetto alla media di 84 incidenti nei cinque anni precedenti.

DOVE MORDONO DI PIÙ

Ben 32 attacchi non provocati sono avvenuti negli Stati Uniti, che detengono il non invidiabile primato di paese con il maggior numero di casi (il 48% del totale), davanti all'Australia (20 attacchi) e al Brasile e all'Egitto (3). In particolare, i mari della Florida sono in più pericolosi, con 16 incidenti.

PERCHÉ QUESTO CALO?

Il conto degli attacchi oscilla ogni anno in base a numerosi fattori: le condizioni degli oceani e del meteo, ad esempio, influiscono sul numero di persone e di squali presenti in mare e quindi sulle possibilità che si verifichino incontri ravvicinati.

Tuttavia, secondo il direttore del programma di ricerca sugli squali del Museo, il biologo Gavin Naylor, il drastico calo del 2018 costituisce un'anomalia dal punto di vista statistico, che può essere spiegata in due modi: o la gente ha prestato molta più attenzione del solito agli avvertimenti dei bagnini e del personale addetto alla sicurezza sulle spiagge, oppure "stiamo vedendo meno morsi perché ci sono meno squali". A ulteriore conferma che il loro numero negli oceani sta rapidamente diminuendo.


   
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