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15-07-2019 - Report WWF 2019 squali del Mediterraneo

La relazione tra squali e uomo risale all’antichità. Ciò è particolarmente evidente nel Mediterraneo, dove il commercio e il consumo degli squali esistevano già oltre 4000 anni fa, nelle Età del rame e del bronzo. Dal punto di vista culturale, gli squali hanno rivestito un ruolo fondamentale per migliaia di anni e fanno la loro comparsa persino nelle trame intessute dagli dei della mitologia greca.

I tempi sono cambiati, ma gli squali restano più importanti che mai. Oltre a rivestire un ruolo di importanza vitale nell’ecosistema, questi animali fungono da indicatore dello stato generale dell’ambiente marino: per quanto riguarda il Mediterraneo, ci troviamo di fronte a una vera e propria crisi.

Circa l’80% degli stock ittici valutati nel bacino mediterraneo è oggetto di sovrasfruttamento. È necessario intervenire seriamente per migliorare la gestione della pesca nell’intera regione, così da preservare le risorse per le generazioni future. Per quanto riguarda gli squali e, in senso più ampio, la classe dei condroitti, la situazione è ancora peggiore.

Squali e razze possiedono molteplici ruoli di importanza cruciale nel Mediterraneo: dai superpredatori che mantengono stabile la piramide alimentare, alle razze che sostengono la complessità degli ecosistemi associati ai fondali marini, alle mobule che trasferiscono nutrienti ed energia dagli abissi ai livelli superficiali dell’oceano. Queste specie devono essere gestite con la stessa cura che occorre dedicare alle altre risorse ittiche, e questo è vero oggi più che mai.


Scarica il report completo in formato PDF.

wwf_report_squali_in_crisi_nel_med.pdf



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