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Link originale  Specie coinvolta: Squalo timido variegato - Haploblepharus edwardsii
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23-12-2019 - L'acidificazione dei mari danneggia i denti e la pelle degli squali

Spesso quando si accenna ai livelli aumentati di acidificazione dei mari si fa riferimento, per quanto riguarda i danni all’ambiente ecomarino, ad essere viventi quali coralli, quelli dotati conchiglie e simili.

Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports mostra che il fenomeno interessa anche gli gli squali. I livelli di acidità delle acque stanno aumentando a causa dei maggiori livelli di anidride carbonica negli oceani. Secondo Lutz Auerswald, biologo dell’Università Stellenbosch, Sudafrica, questo fenomeno potrebbe portare alla corrosione dei denti e delle scaglie di questi animali, due caratteristiche tra le più importanti che utilizzano per cacciare e per nutrirsi.

I ricercatori sono arrivati a studiare questo fenomeno partendo dall'elevata acidità che caratterizza la birra, una delle bevande più diffuse nel mondo, nonché di molte altre bevande gassate. Queste bevande, infatti, provocano l’erosione dei denti umani e lo scienziato si è dunque chiesto se lo stesso potesse avvenire nelle acque con un maggior livello di acidificazione nei confronti degli animali marini.

Lo studioso ha cominciato con gli studi precedenti su questo eventuale collegamento e ne ha trovato solo uno condotto su squali gatto di dimensioni limitate, studio secondo il quale non venivano riscontrati impatti significativi.

Tuttavia, come rileva lo stesso Auerswald, questo studio è stato limitato dal fatto che nelle aree analizzate i livelli di anidride carbonica erano ancora relativamente bassi rispetto a molte altre zone marine odierne in cui i livelli di acidità sono molto più alti.

Il ricercatore, insieme ai colleghi, ha dunque cominciato ad analizzare gli effetti dell’acidificazione del mare sugli squali della specie Haploblepharus edwardsii, animali della famiglia degli Scyliorhinidae (conosciuti anche come squali gatto) ed endemici delle aree marine al largo del Sudafrica.

Dopo averne catturato alcuni esemplari, li hanno inseriti in diverse vasche con diversi livelli di pH e dopo diversi mesi hanno analizzato al microscopio elettronico le concentrazioni di calcio e fosfato, due materiali presenti sia nei denti che nelle scaglie degli squali.

I ricercatori notavano che la quantità di calcio e fosfato nei denti degli squali inseriti nelle vasche più acide era significativamente ridotto e che il 25% delle scaglie degli squali inseriti nelle vasche con maggior livello di acidità risultava danneggiato rispetto al 9% del gruppo di controllo costituito da squali inseriti in vasche con più bassi livelli di acidità.

Gli stessi ricercatori sono convinti che questa perdita di calcio e fosfato potrebbe avere impatti diversi a seconda della specie e a seconda delle tecniche di caccia che le varie specie di squali utilizzano. Questo significa che la corrosione dei denti e delle scaglie soprattutto potrebbe avere un impatto più significativo su alcune specie rispetto ad altre.

https://www.scientificamerican.com/article/ocean-acidification-could-eat-away-at-sharks-teeth-and-scales/


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