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 Specie coinvolta: Squalo dal collare - Chlamydoselachus anguineus
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26-09-2020 - Raro squalo dal collare pescato in Portogallo

E’ senza dubbio uno degli animali marini più insoliti in cui ci si sia imbattuti fino. La cattura è avvenuta da parte di un gruppo di ricercatori dell’Unione Europea che stava studiando le conseguenze della pesca a strascico in Oceano Atlantico, al fine di ridurre al minimo le conseguenze della pesca commerciale.

Tirando le reti a bordo della loro imbarcazione si sono ritrovati una delle creature più rare e più antiche del pianeta, con una testa che ricorda le storie leggendarie dei serpenti marini sorte nei secoli scorsi.

Si è scoperto così che si tratta di un rarissimo squalo dal collare (Chlamydoselachus anguineus). Può crescere fino a circa due metri di lunghezza ed è ricoperto da soffici scaglie poste nella parte superiore del corpo. Ma cosa più sorprendente è la testa, dotata di 300 denti molto aguzzi ordinatamente disposti in 25 precisi allineamenti, capaci di affrontare altri squali, polpi e calamari.

A oggi di questo pesce si conosce pochissimo, e quel poco solo grazie ai rari esemplari catturati durante le battute di pesca. Si sa che vive sulle piattaforme continentali dell’Oceano Pacifico e Atlantico fino a 1.300 metri di profondità. Ricordano un’anguilla con le pinne dorsali, pelviche e anali molto arretrate. Ha un’anatomia molto semplice, forse per la mancanza di nutrienti nell’ambiente dove vive. Presenta caratteristiche dunque, molto primitive che gli hanno valso il nome di “fossile vivente”.

Per alcuni appartiene a una delle più antiche linee evolutive di squali che risale almeno a 95 milioni di anni fa, secondo altri addirittura a 150 milioni di anni di anni fa.

Il suo comportamento in fase di attacco ricorda più quello di un serpente che non quello di uno squalo, in quanto piega il corpo lanciandosi verso le prede. Una volta catturate i suoi denti aguzzi impediscono loro di scappare, mentre può ingoiarle anche intere grazie alle sue mascelle estremamente flessibili.

Nonostante la sua esistenza sia nota dal 1879 è stato osservato per la prima volta nel suo habitat naturale solo nell’agosto del 2004, grazie a un sommergibile senza uomini, sulla piattaforma di Blake al largo del sud-est degli Stati Uniti e poi nel 2007 da alcuni pescatori giapponesi. Assai raramente viene catturato durante le battute di pesca a strascico, però si sospetta che venga ributtato in mare per evitare problemi burocratici.


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