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10-11-2020 - USA: sgominata organizzazione criminale operante nello shark finning

L'indagine ha svelato che il commercio di pinne di pescecane era collegato a quello di animali selvatici protetti, al riciclaggio di denaro e allo spaccio di grossi quantitativi di droga.

Si calcola che ogni anno dei circa 100 milioni di squali pescati, il 70% circa subisce lo "spinnamento", gli vengono cioè tagliate le pinne e viene ributtato in mare ancora vivo, senza la possibilità di sopravvivere e destinato a morire di asfissia, non potendo più nuotare. Per questo motivo alcuni Stati hanno messo al bando questa forma di barbarie e gruppi ambientalisti stanno lavorando al fine di far promulgare leggi in tal senso, come in Gran Bretagna. Una delle nazioni che ha già vietato la pratica dello shark finning sono gli Stati Uniti.

Una grande operazione di polizia multi-agenzia ha da poco ottenuto un grande successo, scoprendo che il commercio illegale delle pinne si è legato ad altri traffici illeciti. Il commercio di pinne interessa la malavita poiché si calcola muova qualcosa come 1,2 miliardi di dollari all'anno. Le pinne di squalo sono infatti tra i prodotti ittici più costosi e vengono pagate al dettaglio fra i 400 e i 1000 dollari al chilo. A questo si aggiunge la pratica di alcuni, negli Stati Uniti, di alcuni acquirenti che considerano lo squalo balena e lo squalo elefante come animali da trofeo, arrivando a pagare 10 mila dollari per una pinna per appenderla in salotto.

L’indagine, mossa dal procuratore della Georgia Bobby L. Christine, ha il nome in codice di “Operazione Apex” e ha coinvolto agenti del US Fish Wildlife Service (USFWS), della DEA (la Drug Enforcement Administration), della Homeland Security Investigations (HSI) e dell’US Marshals Service. Il risultato finale è stato l’arresto di 12 persone e la chiusura di due imprese che facevano contrabbando illegale internazionale, con sedi negli Stati Uniti, Hong Kong, Messico e Canada.

Ma soprattutto ha provato che il commercio di pinne di pescecane era unito a quello di animali selvatici protetti, al riciclaggio di denaro e allo spaccio di grossi quantitativi di droga, specialmente marijuana. Gli agenti hanno scoperto aziende fittizie e conti bancari in diversi Paesi, sequestrando 3,9 milioni di dollari in banconote e 4 milioni in oro e diamanti, oltre a 6 tonnellate di pinne di squalo. “Lo shark finning è la barbara pratica di catturare gli squali in mare, tagliare loro le pinne e ributtare l’animale ferito in mare a morire”, ha affermato il procuratore Christine.

“Questo – ha aggiunto il procuratore della Georgia – viene fatto per sostenere la domanda della zuppa, una prelibatezza asiatica. Tuttavia, secondo la legge federale, alcune specie di squali sono protette per garantirne la sopravvivenza. Le nostre forze dell’ordine hanno messo fine ad una cospirazione tentacolare e internazionale che lavorava illegalmente almeno dal 2010″.

Le accuse contro i membri della banda criminale vanno dallo spaccio di droga al commercio delle pinne vietate. Gli arrestati rischiano ora lunghe pene detentive, che possono arrivare fino all’ergastolo.



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