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11-11-2008 - Rischio di estinzione per Squali, razze e chimere europei.

LIVORNO. La prima Lista Rossa sulle specie in pericolo di estinzione nell´Altlantico nord-orientale (che comprende il Mediterraneo) presentata oggi dall´Iucn rivela che il 26% delle specie di squali, razze e chimere sono minacciate di estinzione ed un altro 20% è prossimo a varcare questa soglia di rischio. Numeri che potrebbero essere anche più elevati, visto che per il 27% delle specie non esistono informazioni sufficienti per poter valutare la consistenza delle loro popolazioni.

Il rapporto dello Shark specialist group (Ssg) dell´Iucn evidenzia che squali, razze e chimere del nord-est Atlantico sono molto più minacciati di quel che si pensava, ancora più che a livello mondiali: il 26% contro il 18% a livello globale. Il 7% delle specie sono a rischio di estinzione, un altro 7% è minacciato di estinzione ed il 12% è vulnerabile a causa della pesca eccessiva.

Il rapporto è il risultato di un workshop regionale di valutazione della consistenza delle popolazioni di squali, razze e chimere a cui hanno partecipato, governi, università ed esperti di Italia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Croazia, Russia, Svezia, Canada ed Usa.

Secondo Claudine Gibson, autrice della relazione Ssg, «Dal pesce angelo alla razza diavolo (la manta ndr) , le popolazioni dell´Atlantico del nord-est di queste specie vulnerabili sono in gravi difficoltà, più che in molte altre parti del mondo. La maggior parte degli squali e delle razze sono eccezionalmente vulnerabili alla sovra-pesca per la loro tendenza ad una crescita lenta, alla loro maturazione sessuale ritardata ed a produrre pochi giovani. Quelle maggiormente a rischio di estinzione nel nord-est Atlantico includono quelle più fortemente pescate, i grandi squali e le razze, come lo smeriglio e la razza bavosa, così come gli squali di acque profonde quelle più commercializzati, palombo e gattuccio».

L´Unione europea ha previsto limitazioni per la pesca di sole 4 delle 116 specie di squali, razze e chimere. Esistono anche limiti di pesca per smeriglio, palombo e gattuccio, ma secondo i dati disponibili sono costantemente violati, lo stesso accade per i limiti esistenti per le razze e gli squali di acque profonde, per i quali le raccomandazioni degli scienziati sono troppo spesso ignorate.

Gran Bretagna e Svezia risultano essere gli unici due Paesi a dare piena attuazione alle quote nazionali previste per la pesca di alcune specie di squali e razze e, al di là di alcuni accordi tra Ue e Norvegia, non ci sono limiti di cattura internazionali per squali, razze e chimere nell´Atlantico nord-orientale. Per il destino di queste specie la prossima settimana potrebbe essere cruciale: si terranno diversi incontri internazionali su pesca e fauna selvatica e l´Ue fisserà le nuove quote di pesca in attesa del l´European community Plan of action for sharks and related species.

La relazione Iucn contiene anche raccomandazioni specifiche per la salvaguardia di squali, razze e chimere e proposte di azione sulla base di pareri scientifici. Secondo Sonja Fordham, presidente della Ssg e direttrice di Shark Alliance, «Mai come ora i Paesi europei hanno avuto tante ragioni o possibilità per salvare dall´assedio le specie di squali e razze del nord-est Atlantico. I funzionari di questi Paesi dovrebbero tener conto degli avvertimenti di questo rapporto ed agire per proteggere gli squali e le razze minacciati a livello regionale, nazionale e internazionale. Tale azione è possibile immediatamente e assolutamente necessaria per cambiare la corsa verso l´estinzione di questi rimarchevoli animali oceanici».

http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=16484


   
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