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01-02-2010 - Squali e industria farmaceutica

Lo squalo non sta scomparendo solo per una pesca spesso spinta solo da superstizione o paura. Il maggiore responsabile per il pericolo di estinzione dello squalo forse è l'industria farmaceutica (in particolare Novartis e GSK).


Dal fegato di squalo si estrae lo squalene, una sostanza che favorisce la risposta immunitaria dell'organismo umano e che viene sempre più utilizzata dall'industria farmaceutica. Lo squalene permette anche di creare dosi di vaccini che contengono meno principi attivi diminuendo i costi di produzione.
Di conseguenza la richiesta di squalene è aumentata a dismisura anche a causa della finta pandemia di influenza A.

Ci sono alternative allo squalene di origine animale? Questa sostanza sarebbe reperibile anche nell'olio di oliva, ma come suggerisce il nome stesso, lo squalene è presente in quantità considerevoli nel fegato di squalo e finora non è stata trovata un'alternativa commerciale valida alla strage di squali.
I migliori produttori di squalene sono gli squali che si trovano a grandi profondità, in particolare quelli che si trovano tra i 300 e i 1500 metri di profondità e vengono catturati con reti a strascico.
In quadro è reso ancora più allarmante dal fatto che questi squali hanno ritmi di riproduzione molto lenti: necessitano di un decennio per arrivare alla maturità sessuale e una volta raggiunta mettono al mondo un piccolo ogni 1-2 anni.

Quindi i nostri mari stanno assistendo alla scomparsa di uno dei predatori più affascinanti solo per la produzione di una sostanza sulla cui effettiva utilità si nutrono seri dubbi (visto che il principio per il quale lo squalene funziona non è così salutare come sembra), prima tra tutti a dubitarne è la Federal Drug Admnistration americana.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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