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21-09-2010 - Lo strano caso dei venti squali spiaggiati a Jesolo

Lo strano caso dei venti squali spiaggiati lungo la costa di Jesolo in soli cinque giorni aveva creato preoccupazione, oltre che curiosità. Ora anche le analisi confermano che non c’è stata alcuna anomalia. Dopo l'interessamento dei biologi della Shark Expo Andrea Tomei e Francesco Bondi, e l’università di Bologna facoltà di ittiopatologia, non è stato riscontrato nessun parassita e quindi nessun problema inerente malattie varie.

“In conclusione - dicono Mauro Rigoni e Monica Montellato, gestori della Shark Expo di piazza Brescia – dopo diverse consultazioni con vari biologi a livello nazionale, l'unica tesi che può giustificare questi episodi di spiaggiamento, è quella della nuova normativa di pesca a maglie larghe, già anticipata dagli esperti della Shark Expo; in pratica, essendo la rete a maglie larghe, i piccoli pesci riescono a scappare e i piccoli squali predatori li raggiungono a riva, trovandosi in difficoltà per rientrare, a volte anche a causa della gente che invece di rimetterli in acqua li ha più volte tolti, facendoli chiaramente morire”. Si trattava di squali della specie Palombo, detta anche “cagnoletto”, della dimensione variabile tra i 50 ed i 70 centimetri.

“Da ricordare – concludono i gestori della Shark Expo – che questa specie di squalo non è assolutamente pericolosa per l'uomo e non rappresenta nessun problema per i bagnanti. Invitiamo tutti coloro che possono trovarsi di fronte a situazioni di spiaggiamento di non toccare mai lo squalo e di avvisare subito il bagnino, che a sua volta interpellerà noi per il dovuto intervento


   
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