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04-03-2011 - Così gli squali non perdono la bussola

Alcune specie come il tigre e il pesce martello sanno costruirsi itinerari basandosi su esperienza e campo magnetico per spostarsi e cercare cibo. Lo studio sul Journal of Animal Ecology.

Grazie alla tecnologia satellitare pochi giorni fa, e per la prima volta, i ricercatori dell’Università di Miami erano riusciti a seguire il percorso migratorio di un esemplare di squalo, nella fattispecie un pesce martello (Sphyrna mokarran), dalle coste della Florida a quelle del New Jersey, itinerario compiuto passando per il centro dell’oceano Atlantico. L’animale aveva impiegato sessantadue giorni per coprire circa milleduecento chilometri, dunque un breve lasso di tempo per una grande distanza, evidenziando agli scienziati le zone a lui importanti per l’alimentazione, l’accoppiamento e la nascita dei piccoli. Restava tuttavia da capire come questi animali riuscissero a muoversi con precisione nello spazio marino senza perdersi.

Ora a chiarire questo aspetto è intervenuto uno studio pubblicato ieri sul Journal of Animal Ecology, dal titolo quanto mai indicativo: Come fanno gli squali a capire dove stanno andando? Secondo i ricercatori del Florida Museum of Natural History in Gainesville, alcune specie fra cui lo squalo tigre hanno la capacità di memorizzare le mappe dei luoghi chiave per la loro sopravvivenza utilizzando alcuni parametri ambientali. Già un precedente studio aveva dimostrato la capacità di alcuni esemplari delle Hawaii nel ritrovare banchi di cibo anche a cinquanta chilometri di distanza. In questo progetto i biologi hanno usato tecniche basate sulla statistica per mostrare che gli spostamenti non erano dovuti al caso ma coincidenti con una preciso intento. Ma in che modo gli squali sanno dove stanno andando?

Probabilmente grazie al rilevamento del campo magnetico, o in alternativa alle correnti oceaniche, agli odori e alla temperatura dell’acqua. «La questione inerente alla capacità di orientarsi in mare aperto è ancora aperta - ha spiegato Yannis Papastamatiou, primo autore dell’articolo -. Il fatto che molti di questi viaggi si svolgano di notte rende concreta la possibilità che siano proprio i campi magnetici a indirizzare gli squali sulla rotta giusta». Questa capacità si affina con il tempo e l’esperienza, così da differenziare il comportamento degli esemplari adulti da quelli più giovani, e fra diverse specie.

In base al modo in cui vivono, esse maturano una capacità diversa di realizzare le mappe dei luoghi. Per esempio lo squalo pinna nera del reef (Carcharhinus melanopterus), sebbene sia diffuso in tutto l’oceano Pacifico, immagazzina dati relativi a un raggio limitato a partire dalla barriera corallina. Al contrario lo squalo tigre (Galeocerdo cuvier) riesce a coprire anche tremila chilometri, tanti quanti è solito percorrerne in vita.

http://www.terranews.it/news/2011/03/orientamento-e-mappe-mentali-cosi-gli-squali-non-perdono-la-bussola


   
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