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25-10-2011 - Incubo squalo in Australia: ordine di abbatterlo

Dopo tre attacchi mortali le autorità locali hanno emanato la condanna.

Perth (australia)

Tre attacchi mortali in meno di due mesi. Sull'isola turistica di Rottnest, al largo di Perth, in Australia occidentale, si diffonde il panico e si parla già di squalo "serial killer". Contro questo pescecane che viene paragonato all'esemplare protagonista del film dell'orrore "Jaws" è scattato il primo "ordine di uccidere" che sia mai stato emesso contro uno squalo dalle autorità locali. è bastato questo comunicato di condanna a morte per scatenare una vera e propria caccia allo squalo.

George Wainright, un turista americano di 32 anni, appassionato di nuoto subacqueo, si era tuffato da una barca in mare aperto. I due amici rimasti in barca hanno raccontato di aver visto l'acqua ribollire poco prima che il corpo dilaniato del sub riemergesse in superficie. La salma è stata subito tirata a bordo, ma i due testimoni raccontano che lo squalo bianco ha continuato a girare minacciosamente attorno all'imbarcazione prima di allontanarsi definitivamente. Due settimane prima, anche un sub australiano di 64 anni è stato probabilmente ucciso da uno squalo bianco: è stata ritrovata solo la sua muta, con evidenti segni di morsi. E all'inizio di settembre un giovane di 21 anni è stato ucciso mentre praticava il bodyboard, l'arte di cavalcare le onde distesi su una tavola da surf. Anche il suo corpo portava i segni delle zanne di uno squalo.

Tre prove e una condanna. Ma secondo gli esperti e gli scienziati è altamente improbabile che si tratti di un singolo esemplare "killer". Gli squali di varie specie infatti sono una presenza comune nelle acque australiane, ma secondo le statistiche gli attacchi sono rari: 53 casi mortali in 50 anni. Questa teoria però non ha affatto convinto il ministro della pesca Norman Moore che ha ordinato che lo squalo killer sia catturato e ucciso per sconfiggere una minaccia alla sicurezza pubblica. Le autorità marittime hanno disteso lenze con esche nella zona dell'ultimo attacco. Ma quegli ami sono stati rimossi dopo sole 24 ore, per scongiurare il rischio che le esche attirassero altri generi di squali. La caccia tuttavia continua, con pescherecci attrezzati per il tracking e l'uccisione. Anche il premier dell'Australia occidentale Colin Barnett è in prima fila nella caccia: ha raccomandato di intensificare la sorveglianza aerea e di aumentare il numero di squali che i pescatori sono autorizzati a uccidere.

Gli scienziati invece avanzano argomenti molto diversi: Barbara Weuringer, zoologa marina dell'University of Western Australia, è contraria alla caccia allo squalo killer, perchè l'unico modo di sapere quale pescecane abbia attaccato sarebbe ucciderli tutti e aprirne lo stomaco. «Mi sembra che sia solo un desiderio di vendetta», ha detto alla radio Abc, ricordando che si tratta di specie protette. La scienziata ha poi ricordato che la popolazione degli squali in genere è in forte declino, con netti aumenti nei numeri di quelli catturati negli ultimi 50 anni, per lo più per vendere le loro pinne, molto ricercate nella cucina asiatica. Una pratica crudele: tagliate via le pinne, molti squali vengono rigettati in mare e qui lasciati a morire lentamente.

Il caso australiano è scoppiato proprio mentre in Europa si tiene la Quinta edizione per la Settimana europea dello squalo, che è stata lanciata da Shark Alliance, una coalizione di oltre 100 organizzazioni di ricerca, associazioni ambientaliste e ricreative. Nel vecchio continente si chiede di limitare le catture di squali sulla base di raccomandazioni scientifiche e precauzionali.

http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/426507/


   
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