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18-08-2011 - Alto adriatico pieno di tonni e squali nell'800

(ANSA) - TRIESTE, 18 AGO - Pensare a squali e tonni che sguazzano di fronte a piazza San Marco a Venezia adesso sembra incredibile, ma un secolo fa era la norma. A quantificare la scomparsa dei grandi pesci dal nord dell'Adriatico sono stati i ricercatori dell'Ogs di Trieste e dell'Ispra di Chioggia: basandosi sulle osservazioni storiche sono riusciti a risalire fino a due secoli fa, e la fotografia del mare a quei tempi è decisamente diversa da quella di oggi.

"L'osservazione principale è che sono scomparse le grandi specie, come gli squalidi o le mante così come i tonni, che fino al 1954 erano comunissimi - spiega Simone Libralato dell'Ogs, che stasera esporrà la ricerca al Museo del Mare di Trieste -. Ora prevalgono specie più piccole, come alici e sardine, perché sono stati tolti i loro predatori". I dati sono stati ottenuti incrociando i registri storici del pescato dei porti principali del nord dell'Adriatico con le osservazioni dei naturalisti, un sistema che ha permesso di risalire agli ultimi 200 anni, mentre i soli dati raccolti dagli scienziati coprirebbero a malapena 40 anni.

Il metodo è stato oggetto di un articolo pubblicato dalla rivista Plos One. La principale responsabilità del declino è della pesca, sottolinea lo studio, visto che i primi cambiamenti si vedono già alla fine dell'800: "Non a caso durante le due guerre mondiali, quando la pesca si è interrotta, le popolazioni dei grandi pesci sono aumentate - conferma Libralato - questo ci dice che i cambiamenti, almeno per alcune specie, sono reversibili, a patto di intervenire con decisione sulla selettività della pesca cambiando le tecniche, aumentando i periodi di fermo e le aree protette". (ANSA).


http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2011/08/18/visualizza_new.html_754554640.html


   
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