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22-12-2011 - Napoli: corteo funebre per uno squalo smeriglio

GEAPRESS – Insolito “funerale”, ieri per i vicoli di Napoli. I resti di un grosso squalo smeriglio, venivano portati via a braccia, da Forestali e militari della Capitaneria di Porto.
Si trattava solo di uno dei tanti animali predisposti alla vendita illegale. Condizioni igieniche spaventose, pesce in decomposizione, mitili senza tracciabilità. Il tutto per un valore che, secondo il Vice Questore Aggiunto Ing. Michele Capasso, Responsabile Cites Territoriale di Napoli del Corpo Forestale dello Stato, si poteva mediamente aggirare sui venti euro a chilogrammo. Solo che il pescato sequestrato è di ben 13.718 chili. Un giro d’affari da capogiro. Mancata etichettatura e non più idoneo all’alimentazione umana.

Oltre sessanta uomini del Corpo Forestale dello Stato e della Capitaneria di Porto di Napoli. Un intervento messo in campo con l’ausilio di un considerevole spiegamento di mezzi, tra cui un elicottero, anche perché, dopo un primo controllo alle 5,00 del mattino presso il mercato ittico (controllo con esito negativo), le Forze dell’Ordine si sono spostate in una zona particolare della città. Via Carmignano e vico Soprammuro, nei pressi della stazione della Circumvesuviana.
Per prevenire i problemi di ordine pubblico che nel passato si sono verificati proprio a seguito dei controlli operati, si sono presidiate le vie di accesso. E’ in questa zona che sono stati contestati 12 verbali amministrativi ed operati ben otto sequestri, metà dei quali penali. Sedicimila euro, invece, l’importo complessivo delle sanzioni amministrative.

I controlli, partiti su disposizione ministeriale, hanno consentito di svelare un mondo di diffusa illegalità.

“Non è stato facile risalire ai proprietari dei depositi, che si presentavano chiusi con molta accuratezza – dichiara a GeaPress il Vice Questore Capasso – E’ stato necessario richiedere al Magistrato il mandato, ed avvisare pertanto i Vigili del Fuoco”.

Nel frattempo, però, succede qualcosa. I Vigili del Fuoco iniziano a predisporre i mezzi da fare invidia ad uno scassinatore di carri armati. In attesa del mandato del Magistrato, un tam tam impossibile da captare per chi non abituato ai vicoli di Napoli. Un passa parola efficiente quanto pericoloso perché destinato, all’occorrenza, a chissà quali altre comunicazioni. I Vigili del Fuoco con gli attrezzi ormai pronti ad essere azionati, Forestali e militari della Capitaneria di Porto che controllavano ogni accesso. Secondi di interminabile attesa. Poi, con la dovuta calma, sono apparsi i proprietari. “Ci hanno detto che stavate scassando tutto. Vi apriamo noi”.

Dalla pancia di Napoli è apparso per primo un blocco di ghiaccio posato nel pavimento fetido. Teneva un grosso squalo smeriglio il cui sangue ed altre parti decomposte si mischiavano, disperdendosi, tra il sudiciume in terra. Poi altri squali, da vendersi tutti spacciandoli per Tonno rosso, ed un cubo, sempre di ghiaccio, vagamente colorito. Ingabbiava al suo interno mitili e polpi. I tentacoli affacciavano man mano che il ghiaccio si scioglieva. Il fetore era insopportabile.

Ma non è tutto. Ad un tratto ci si accorge di un’incredibile vasca con acqua fetida. Poi qualcosa che si muove. Una sorta di tentacolo bruno o forse grigio scuro. All’avvicinarsi delle persone, i “tentacoli” sono aumentati ed hanno fornito la spiegazione. Trattavasi di 52 chilogrammi di anguille vive. Abbandonate nell’acqua putrida, in attesa della vendita. Un aggravante, non solo per le condizioni degli animali ma anche sotto il profilo sanzionatorio.

“L’anguilla - spiega il Vice Questore Capasso - è una specie considerata nell’allegato B della Convenzione di Washington. Si tratta di un prelievo più controllato, a causa del depauperamento delle popolazioni selvatiche”.

Incredibilmente la documentazione era presente. Le anguille erano importate dalla Grecia. Considerata la grave situazione di detenzione delle anguille è stato disposto il trasferimento dei poveri animali presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, per la loro successiva liberazione.

Tutto occultato come il probabile nascondiglio per il pesce, scoperto, ancora in costruzione, in una delle pescheria controllate. Qui i Forestali hanno sequestrato l’intero esercizio commerciale dove si stava rifacendo il solaio creando un comodo vano al quale si accedeva spostando alcune tegole. Sanzionato pure il trasportatore di materiale edile sorpreso appena fuori la pescheria per la violazione delle relative norme del settore.

Nei giorni scorsi erano avvenuti dei controlli anche al mercato ittico di Pozzuoli. Non si erano rilevate irregolarità, come ora per quello di Napoli. Fatto questo che, alla luce di quanto scoperto nei depositi clandestini, fa presupporre un mercato parallelo che, in grande quantità, smercia di tutto. Ivi compresi gli squali.


http://www.geapress.org/mare/napoli-il-funerale-dello-squalo-fotogallery/22559


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