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10-11-2012 - Secondo studi Americani e Australiani la cattiva stampa nuoce alla protezione degli squali.

Washington, novembre 2012 - Un nuovo studio comparso sulla rivista Conservation Biology esamina il modo in cui si parla degli squali sui media, e nella maggioranza degli articoli non sono contenuti giudizi lusinghieri. La cosa, secondo gli scienziati, contribuirebbe a mettere a rischio la sopravvivenza della specie.

Secondo lo studio, gli articoli australiani e americani hanno una grande probabilità di focalizzarsi su notizie negative che riportano attacchi di squali, piuttosto che su quelle positive che riguardano gli sforzi compiuti per conservare questa specie. La ricerca è stata condotta dalla School of Criminal Justice alla Michigan State University.

- L'aspetto più importante di questa ricerca è che i rischi comportati dagli squali, piuttosto che quelli corsi dagli squali, continuano a dominare le notizie dei media internazionali -, spiega Meredith Gore, fra gli autori dello studio. - Poiché i media riflettono l'opinione sociale, allora c'è un problema per la conservazione degli squali. - , ha aggiunto.

Secondo lo studio, oltre il 52 per cento della copertura globale della stampa si è focalizzata sugli attacchi di squali a persone, e gli squali sono stati ritratti negativamente in quasi il 60 per cento della copertura totale. Solo nel 10 per cento dei casi si è parlato sulla stampa dei problemi di conservazione di questi animali e nel 7 per cento ci si è concentrati sulla biologia dello squalo o sulla sua portata ecologica.


   
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