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03-04-2013 - Gli ultimi squali pinna bianca oceanici

Del Dr. Gerry Goeden, ecologista marino che vive in Malesia. È ricercatore e consulente presso l'Università Nazionale della Malesia e consulente marino per la Andaman Resort, Langkawi.

Ero rimasto sott'acqua per circa due ore e il freddo si stava diffondendo. Venivo trainato da una piccola barca a 150 km dalla costa e contavo i pesci per le mie ricerche sottomarine sulla Grande Barriera Corallina. Ad un lato l'acqua era profonda circa 10 metri, luminosa e colorata di coralli e pesci e poi precipitava fino a quasi mille metri di oscurità, appena sotto di me.

Ho avuto compagnia sin da quando mi sono immerso nell'acqua nera. Appena al margine del mio campo visivo, un paio di squali pinna bianca oceanici, Carcharhinus longimanus, avevano seguito ogni mia mossa. Il noto oceanografo Jacques Cousteau li descrisse come «i più pericolosi tra tutti gli squali» e le sue parole facevano eco nella mia mente.

Tutto ciò che potevo vedere erano le punte argentate delle loro enormi pinne pettorali. Grandi fino a 4 metri e pesanti 170 kg, considerati responsabili della maggior parte degli attacchi di squali in oceano aperto, questi eleganti pesci sono al top dei predatori in natura ed erano la mia più grande preoccupazione.

Trent'anni fa gli squali pinna bianca oceanici erano sempre attorno a me. L'ultima volta che mi immersi all'esterno della barriera corallina ero solo. Nel 1969, Lineaweaver e Backus scrissero del pinna bianca oceanico: «[È] straordinariamente grosso, con le sue 100 libbre [45 kg] è forse il più grosso sulla faccia della Terra». Ora la pesca eccessiva ha portato ad un catastrofico crollo del loro numero. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura li elenca come «in pericolo critico» nell'Atlantico nord-occidentale e centrale, e «vulnerabile» nell'insieme.

Ma i pinna bianca oceanici non sono soli in questa tragedia. «Si accumulano le prove di un diffuso e continuo declino nell'abbondanza delle popolazioni di squali nel mondo, coincidente con il forte aumento della caccia allo squalo nel mondo nell'ultimo mezzo secolo», affermano Mizue Hisano, il professor Sean Connolly e il dott. William Robbins dell'Arc Centre of Excellence for Coral Reef Studies presso la James Cook University in Australia.

«La pesca eccessiva di squali è ormai riconosciuta come un importante problema di conservazione globale e un numero in aumento di specie di squali viene aggiunto continuamente alla lista delle specie in pericolo, d parte dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura», hanno affermato in una recente pubblicazione della rivista scientifica PLoS ONE.

L'interesse nella protezione di questi squali sta crescendo nel mondo. Sono state aggiunte altre specie all'Appendice II della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione di fauna e flora selvatiche (Cites). Questo è avvenuto durante l'incontro della Conference of Parties a Bangkok, in Thailandia, dal 3 al 14 marzo di quest'anno. Tristemente le Nazioni del mondo hanno votato sulla restrizione del commercio internazionale solo nel caso degli squali in pericolo. Questo potrebbe non essere sufficiente, dato che la pesca si sposterà rapidamente ad altre specie meno desiderabili, per soddisfare la domanda in aumento.

La carne di squalo costa poco, quindi i pescatori cercano di riempire le loro barche solo con le pinne di valore. In violazione di una risoluzione dell'Onu per bandire la pratica, le pinne vengono spesso sottratte allo squalo mentre è ancora vivo. Il corpo, meno costoso, è rigettato nell'oceano e lo squalo, incapace di nuotare, muore lentamente. Gli acquisti di pinne di squalo stanno aumentando ad un tasso del 5 per cento all'anno nella Cina continentale. Globalmente gli episodi di caccia sono più che triplicati negli ultimi 50 anni, nonostante gli squali stiano diventando più difficili da cacciare, mentre il loro numero diminuisce.

La dott.ssa Shelly Clarke ha stimato che il numero di squali depredati delle loro costose pinne, ogni anno nel mondo, è tra i 26 milioni e i 73 milioni. La sua stima più probabile è di 38 milioni di squali uccisi all'anno. È scioccante che sia il triplo o il quadruplo della cifra riferita dai mercati mondiali alle Nazioni Unite (nello specifico alla Fao).

Gli scienziati dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura sono scioccati dall'aver scoperto che oltre la metà delle varie specie di grandi squali sono virtualmente scomparse negli ultimi 30 anni. La caduta nel numero degli squali è dovuta ad una domanda di pinne senza precedenti. Ogni ora circa 5 mila squali vengono privati delle pinne e i loro corpi vengono gettati nel mare. Con l'attuale tasso di declino ci saranno pochissimi squali e nessuna pinna entro il 2030.

La Conferenza sulla Cites a Bangkok sarà capace di proteggere il pinna bianca oceanico? Non ne sono così sicuro.

Una squadra di ricerca, che include ricercatori della Microwave Telemetry, Inc, del Cape Eleuthera Institute e dell'Institute for Ocean Conservation Science della Stony Brook University, ha attaccato adesivi satellitari a degli squali pinna bianca oceanici adulti alle Bahamas. Gli adesivi registravano profondità, temperatura e luogo per periodi di tempo programmati in precedenza. Alla fine di questo periodo di tempo, l'adesivo si staccava da solo e riferiva i dati ai satelliti orbitanti.

Le loro scoperte, pubblicate il 20 febbraio 2013 sulla rivista PLoS ONE, mostrano che alcuni di questi squali hanno vagato per quasi 2 mila km dal punto dove erano stati trovati, ma tutti sono tornati alle Bahamas entro pochi mesi.

La protezione dei pinna bianca in pericolo nei Paesi firmatari avrà solo un piccolo effetto, se essi si avventurano in aree non protette. Degli otto squali pinna bianca oceanici con l'adesivo satellitare, sorvegliati per più di un mese, tre sono rimasti entro la Zona economica esclusiva (Zee) delle Bahamas. Gli altri cinque si spostati per lunghe distanze dalla Zee e uno si è allontanato fino alle Bermuda.

Ma perché queste pinne di squalo sono così attraenti?

La zuppa di pinne di squalo è una prelibatezza servita ai matrimoni cinesi e in altre celebrazioni, da secoli (dalla Dinastia Ming). Recentemente questo costoso prodotto è diventato parte delle cene d'affari nell'Asia Sudorientale. Dato che le pinne sono la parte più costosa dello squalo, averle sul menù è segno di prosperità.

I pinna bianca oceanici sono un antico gruppo di pesci e producono da uno a 15 cuccioli, dopo un anno di gestazione. Non sono in grado di produrre abbastanza cuccioli da bilanciare gli alti tassi di pesca, quindi il numero di squali diventa ogni anno più piccolo. Ma il pinna bianca oceanico è al vertice della catena alimentare e la sua abbondanza regola le relazioni ecologiche di tutta la vita marina nella complessa rete di prede e predatori.

Entro 30 anni, la zuppa di pinne di squalo non simbolizzerà più prosperità. Invece sarà un tributo all'avidità dell'uomo e alla mancanza di impegno per il proprio stesso futuro.

http://www.theepochtimes.com/n2/science/the-last-oceanic-whitetip-sharks-371155.html


   
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