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03-06-2013 - Il turismo legato agli squali frutta molto più della pesca

Secondo una ricerca Canadese è un giro d'affari di 107 milioni di euro

Gli squali liberi di nuotare nel loro habitat naturale rappresentano una parte preziosa del turismo in tutto il mondo. Lo rivela un nuovo studio della University of British Columbia, in Canada.
La ricerca fornisce la prova dell'importanza anche dal punto di vista economico dell'attività di tutela contro l'uccisione dilagante di squali per il cibo, ha detto l'autore Andrés Cisneros-Montemayor, che lavora come dottore di ricerca nell'unità di ricerca di Bioeconomia.

Un team di scienziati ha confrontato i dati provenienti da 70 siti in 45 Paesi, tenendo conto di quanto denaro viene generato ogni anno dalla pesca che alimenta il commercio globale di pinne di squalo e di quanti proventi garantisce l'ecoturismo, che comprende tutte le forme di attività di shark-watching (vista degli squali).

I risultati non lasciano adito a dubbi, perché l'ecoturismo porta in 314 milioni di dollari (poco più di 107 milioni di euro) all'anno in tutto il mondo. E non solo: si prevede che questo settore sia destinato a continuare a crescere. I viaggi alla ricerca degli squali - hanno aggiunto i ricercatori - sono particolarmente frequenti nei Caraibi e in Australia.


   
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