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15-07-2013 - Attacco mortale nell'isola francese di Reunion a una bagnante di 15 anni

Orrore alla Reunion, l'isola francese nell'oceano indiano, dove una ragazza di 15 anni è stata uccisa da uno squalo, mentre faceva il bagno a pochi metri dalla riva. Secondo le autorità locali,si tratta del secondo attacco mortale di uno squalo dall'inizio dell'anno, il quinto dal 2011 sull'isola.

L'ultimo risale all'8 maggio scorso, quando un turista di 36 anni, in viaggio di nozze, è stato ucciso mentre faceva surf. «Intorno alle 14,15, una bagnante equipaggiata di maschera e boccaglio è stata vittima dell'attacco di uno squalo a pochi metri dalla riva, nei pressi del cimitero marino di Saint-Paul», ha annunciato la prefettura. Per Gina Hoarau, direttrice del dipartimento di sicurezza pubblica di Saint-Paul, l'adolescente stava nuotando a meno di cinque metri dalla riva.

«Una parte del suo corpo è stata portata via dallo squalo. Pompieri, bagnini e un elicottero della gendarmeria, hanno cominciato le ricerche», ha aggiunto Hoarau. La ragazza, che viveva con la madre nella Francia metropolitana, era in vacanza alla Reunion con il padre. Stava facendo il bagno con una coetanea, che era appena uscita dall'acqua al momento del dramma. «Le condizioni di questo attacco - ha concluso Hoarau - sono sorprendenti. Non pensavamo che uno squalo potesse venire così vicino alla costa».

Già l'estate scorsa, le autorità dell'isola, che si trova a largo dell'Africa sudorientale, non lontano dal Madagascar, invitarono nuotatori, velisti, surfisti a segnalare prontamente ogni avvistamento di squali, in modo da poter aiutare a stabilire una «cartografia» della loro presenza. Venne anche autorizzata la caccia allo squalo. Una decisione che raccolse forti critiche da parte delle associazioni ambientaliste, in testa la Fondazione Brigitte Bardot, che in un comunicato la definì «scandalosa». La Francia «non vale più del Giappone con la sua caccia alle balene», recitava la nota, facendo poi notare che l'oceano per gli squali «non è un campo di gioco, ma il loro habitat» e che questi predatori «hanno un ruolo essenziale per la preservazione della biodiversità marina».


   
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