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11-11-2013 - Pinne di squalo: in Costarica divieto aggirato tagliandole con un brandello di pelle

GEAPRESS – Una storia che rasenta l’assurdo quella portata a conoscenza dai rappresentati del Costa Rica nel corso del meeting dell’Interpol si è svolto nei giorni scorsi a Nairobi, capitale del Kenya.

Per evitare che la pesca degli squali si concluda con la brutale asportazione della pinna ed il rigetto del povero animale orrendamente mutilato in mare, alcuni Stati hanno previsto che la pinna debba essere naturalmente in continuità con il resto del corpo. In altri termini, lo squalo deve essere trasferito integro fino al porto di destinazione.

Questo secondo una ragionevole interpretazione che però ha avuto una evoluzione tutta particolare tra i pescatori del Costa Rica. Lo squalo issato nella barca, rimane quanto basta per staccare la pinna dorsale lasciandole attaccato un brandello di pelle (vedi foto Interpol).

Come intervenire in questi casi? Formalmente i pescatori sembrano avere aggirato un metodo che comunque non salverebbe lo squalo, ma almeno dovrebbe evitare atroci sofferenze. Come è noto è proprio la pinna a servire il mercato orientale e cinese in particolare, sia per la medicina tradizionale che componente “prezioso” della locale cucina. La marinerie che lo pescano, sono in genere di altri paesi. Tra i primissimi, ad esempio, la Spagna ma anche altri paesi della UE.


   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
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