Torna alla Home Page

Desktop Area riservata

Link originale  Specie coinvolta: Squalo sega di Lana - Pristiophorus lanae
        Stampa pagina  


20-01-2014 - Scoperta nuova specie di squalo sega: Pristiophorus lanae

Gli squali sega sono un piccolo gruppo di squali di fondo, facilmente distinguibili dai loro musi a forma di sega e un paio di lunghi barbigli. Hanno due pinne dorsali, assenza di pinna anale, una bocca piccola e denti piccoli in entrambe le mascelle. A causa del loro muso, gli squali sega possono essere confusi con i pesci sega, tuttavia le branchie dello squalo sono sul lato della testa, mentre quelle del pesce sega sono sotto. Inoltre, il pesce sega non ha i barbigli.

Questi squali si trovano nelle acque del Nord Atlantico occidentale, in prossimità delle Bahamas nel sud-est Atlantico, nell'Oceano Indiano occidentale dal Sud Africa fino al Mozambico meridionale, e nel Pacifico occidentale al largo del Giappone, le due Coree, Cina, Filippine e Australia. Le prime evidenze fossili risalgono al tardo Cretaceo del Libano.

Attualmente , la famiglia Pristiophoridae comprende due generi - Pliotrema e Pristiophorus. La specie scoperta di recente, chiamata Pristiophorus lanae, è il secondo membro del genere Pristiophorus descritto nel Pacifico Nord occidentale.

Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato nella rivista Zootaxa il nome della specie, lanae, è un omaggio a Lana Ebert in occasione della sua laurea presso l'Università di San Francisco. Il nome comune proposto è Squalo Sega di Lana . Coautori della ricerca sono il Dr David Ebert dei Moss Landing Marine Laboratories della California Academy of Sciences e l'Istituto sudafricano per la Biodiversità Acquatica, e il Dott. Hana Wilms, Università della California.

Pristiophorus lanae è uno squalo sega con cinque branchie dal corpo snello che misura fino a 80-85 cm di lunghezza. E' noto da sette esemplari (sei femmine e un solo maschio) trovati tra Zamboanguita, Apo Island tra Negros e Siquijor, e al largo della costa meridionale di Luzon tra Balayan Bay e il Golfo di Ragay, nelle Filippine.

Secondo gli autori dello studio questi esemplari di squalo-sega hanno diverse caratteristiche morfologiche che li separano dalle altre specie conosciute. Per distinguere il nuovo Pristiophorus lanae dalle altre 7 specie di squalo-sega i ricercatori hanno esaminato aspetti come la lunghezza, la larghezza e il colore del rostro, la dimensione dei denti rostrale, la lunghezza dei barbi, la posizione della bocca, la lunghezza totale del corpo e il numero di vertebre. Uno degli attributi che distingue la nuova specie dall’altro Pristiophoriforidae che vive geograficamente più vicino è il muso più lungo e più stretto.

La maggior parte delle specie di squali-sega vivono nell’Indo-Pacifico occidentale, ma due specie si trovano nell’Oceano Indiano occidentale e nel Nord Atlantico occidentale.

Della biologia della nuova specie non si sa quasi nulla, ma la stessa cosa vale per tutti gli squali-sega. I ricercatori scrivono che «la relazione interspecifica del genere Pristiophorus è stata poco studiata e rimane aperta all’interpretazione», a complicare tutto si aggiunge il fatto che gli squali-sega sembrano frequentare le profondità marine e gli esemplari della nuova specie sono stati pescati tra i 750 e 1.945 metri.

Secondo lo studio questo pesce «potrebbe essere catturato e scartato come cattura accidentale dalla pesca a strascico e da altre operazioni di pesca in acque profonde al largo delle Filippine».

Gli squali-sega, anche se possono sembrare fisicamente simili, sono diversi dai pesci sega (famiglia Pristidae), che vivono in acque meno profonde, sia nei fiumi che lungo le coste, raggiungendo profondità massime di 400 metri. La somiglianza tra pesce sega e squalo-sega si riduce in realtà alla “spada” dentata che è frutto dell’evoluzione convergente. A differenza degli squali-sega ai pesci sega mancano i barbi, hanno branchie sul loro lato inferiore, non perdono o sostituiscono i loro denti e possono essere fino a 4 volte e mezzo più grandi degli squali-sega: le specie di pesce sega raggiungono la lunghezza massima di 7 sette metri, mentre gli squali-sega fino ad ora conosciuti arrivano ad 1,5 metri. Si pensa che sia gli squali-sega che i pesci sega utilizzino le loro “spade” dentate per cacciare. Il loro strano muso li aiuta anche a percepire i segnali elettrici delle prede nelle acque torbide o che si nascondono sotto il fondale, ma i loro denti vengono usati anche per colpire e stordire la preda con un rapido movimento.

Mentre si sa poco sul comportamento degli squali-sega, si può fare qualche ipotesi osservando il comportamento dei pesci sega, che gli scienziati ritengono utilizzino i loro rostri per legittima difesa, le “seghe” verrebbero anche utilizzate per fare a pezzi le prede più grosse. Mongbay.com riferisce di racconti di pescatori indiani che dicono di aver visto pesci sega attaccare dugonghi, mentre in un documento risalente al 1938 si riferisce di un uomo sarebbe stato ferito o ucciso da un pesce sega. Ma sembra certo che né i grandi e sempre più rari pesci sega né i piccoli e misteriosi squali-sega siano pericolosi per l’uomo.

http://www.sci-news.com/biology/science-pristiophorus-lanae-new-species-sawshark-01642.html


Altre notizie relative alla specie coinvolta: Squalo sega di Lana - Pristiophorus lanae

   
© 1999-2017 Antonio Nonnis  
Squali.com non utilizza cookies per tracciare gli utenti