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Commercio mondiale degli squali

Vista globale del traffico

Squali, razze, raie e chimere - i pesci cartilaginei o Condriti - sono sfruttati per la loro carne, pinne, cartilagine, olio di fegato, ed organi interni. Sebbene molti condriti sono molto vulnerabili al sovrasfruttamento, molti pescatori di squali e specie affini sono per la maggior parte fuori regolamentazione e privi di controllo.

Il Network sugli scambi commerciali, TRAFFIC, ha rilasciato una nuova lista di "Specie in pericolo", una Analisi generale del Commercio Mondiale di Squali ed altri pesci Cartilaginei, di A.Rose, che presenta una vista globale sull'andamento dei  traffici regionali in Europa, India, Africa del Sud ed Orientale, Sud Est Asiatico, Asia Orientale, Oceania e Nord e Sud America. Il documento evidenzia i pescatori, il prodotti commercializzati ed il processo di lavorazione, preparazione, ed uso di questi prodotti nei mercati locali ed internazionali. Esso discute le implicazioni sulla gestione e la conservazione di questo commercio e fornisce raccomandazioni per le azioni in grado di aiutare ad assicurare la sopravvivenza degli squali a lungo termine.

Mentre le nozioni raccolte sulle specie di squali sono poche, la verdesca Prionace glauca, gli squali volte Alopias spp., i mako Isurus oxyrinchus e Isurus_paucus, lo smeriglio Lamna nasus, lo squalo salmone Lamna ditropis, lo squalo seta Carcharhinus falciformis, il pinna bianco oceanico Carcharhinus longimanus e gli squali martello Sphyrna spp. sono relativamente abbondanti ed ampiamente distribuiti su scala planetaria, ma devono entrare nel contesto della conservazione per via del semplice numero di individui catturati accidentalmente. Altre specie come il grande squalo bianco Carcharodon carcharias e lo squalo balena Rhincodon typus, sono catturati in numero relativamente minore ma sono naturalmente meno abbondanti, e potenzialmente a rischio.

Prodotti degli squali in commercio

Carne

La carne di squalo e' estremamente nutriente con vitamine essenziali, ma deve essere trattata propriamente per evitare la contaminazione da ammoniaca. In accordo con i dati della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per il Cibo e l'Agricoltura),  l'esportazione mondiale di carne di squalo fresca, surgelata e congelata, piu' che raddoppiata tra il 1985 e il 1994, e' cresciuta da 22.203 tonnellate nel 1985 a 47.687 tonnellate del 1994.

Il numero delle nazioni che esportano e' balzato da 18 nel 1985 a 37 nel 1994, mentre il numero dei paesi importatori e' aumentato da 12 a 36 durante lo stesso tempo. Le nazioni piu' avanzate nel commercio durante questo  periodo sono state l'Italia, la Francia, il Regno Unito, la Germania e la Danimarca. Tuttavia i dati della FAO sono probabilmente solo una piccola porzione della produzione mondiale attuale.

La carne del mako pinna corta (Isurus oxyrinchus) e' considerata quella di miglior qualita' tra gli squali a livello mondiale, usata per lo sashimi in Asia e venduta ad alto prezzo nei mercati degli Stati Uniti ed in Europa. Altre carni di valore sono quelle degli squali volpe e dello smeriglio, che sono catturati sia direttamente che incidentalmente nella caccia ai tonni ed ai pesci spada.

In Europa, Sud America, Stati Uniti le bistecche ed i filetti freschi di squalo sono normalmente venduti nei supermercati. Una varieta' di squali, razze e raie fa parte prominente della dieta di molti Europei e il declino dei pesci locali Europei ha condotto ad un incremento dell'importazione di queste specie. In Argentina, i palombi (Mustelus spp.) sono diventati tra i pesci piu' popolari nei mercati domestici. Gli Stati Uniti sono importatori significativi di squali freschi e congelati.

Pinne

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La zuppa di pinne di squalo e' una specialita' Cinese da piu' di 2000 anni, in onore ad ospiti speciali o per importanti occasioni. La pinna dello squalo e' formata da ceratotrichia, mordido collagene e fibre elestiche conosciute comunemente come pinna a razze o pinna ad aghi. Essenzialmente senza gusto ma gelatinosi, gli aghi estratti dalle pinne assomigliano a spaghetti di riso bagnati, seccati o cucinati.

Secondo le stitistiche dell'ufficio doganale di Hong Kong, almeno 125 paesi sono coinvolti nel commercio delle pinne di squalo, con al centro Hong Kong. In aggiunta, Cina e Singapore produttori e commercializzatori di pinne di squalo del mondo. In termini di produzione, Taiwan e' uno dei maggiori paesi del mondo, con una media annuale vicina alle 1000 tonnellate dal 1980 al 1996, molte delle quali destinate al consumo interno.

Durante il periodo dal 1980 al 1995, Hong Kong ha registrato importazioni di pinne di squalo da 125 paesi per riesportare in 75. Dal 1987 al 1995, il piu' importante fornitore e' stata la Cina, Singapore, Giappone, Indonesia,  Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti. In accordo con i dati dell'ufficio doganale di Hoang Kong le importazioni totali di pinne di squalo sono cresciute da 2,7 milioni di kg nel 1980 a 6,1 milioni nel 1995. Tuttavia, il Network sugli scambi commerciali ha trovato che molti degli aumenti appaiono essere il risultato di doppie o triple conte delle pinne.

Per esempio, le pinne importate ad Hong Kong dagli Stati Uniti ed esportate in Cina per essere lavorate, reimportate ad Hong Kong e quindi esportate indietro negli Stati Uniti sono contate doppie come importazioni e probabilmente doppie come esportazioni. Questi conti multipli delle pinne possono anche verificarsi nelle statistiche commerciali di Cina, Singapore, e regioni di distribuzione come Stati Uniti e Yemen.

In anni recenti, una nuova varieta' di sviluppi commerciali si e' inserita nel commercio delle pinne di squalo, incrementando le opportunita' di scambio ed aprendo nuove strade.
Negli Stati Uniti, per esempio,  i distributori di pinne registrano l'ingresso di numerosi nuovi imprenditori, l'aumento dello sviluppo del mercato e delle comunicazioni e, in tal modo, piu' competizione.
L'aumento risultante del prezzo delle pinne, stimola maggiormante la pesca diretta degli squali negli Stati Uniti sud orientali. L'aumento della rete di distribuzione e del prezzo delle pinne ha anche condotto a nuovi mercati in Africa, e aumentato possibilmente gli sforzi nel pescare le specie di maggior valore.
Dichiaratamente, i mercanti di pinne Cinesi di Hong Kong, in Africa Occidentale forniscono motori fuori bordo e attrezzatura ai pescatori locali, i cambio di ogni pinna raccolta.
L'aumento della domanda in Asia, incluso l'apertura della Cina come un mercato potenzialmente illimitato per le pinne di squalo nella meta' degli anni '80,  ha contribuito anche ad un significativo incremente del prezzo delle pinne stesse. Esso sono adesso il prodotto della pesca quasi con la maggior espansione nel mondo, sebben il valore varia secondo il colore, la taglia, spessore, contenuto di aghi e qualita' della lavorazione.
Ad Hong Kong, la capitale mondiale della cucina delle pinne, i prezzi al minuto generalmente variano da 40$ a 564$ al kg, mentre una scodella zuppa di pinne di squalo puo' essere venduta per piu' di 90$. Negli Stati Uniti e Canada, una scodella di zuppa puo' costare 50$ o piu' in alcuni ristoranti Cinesi. Secondo il mercato, il pesce chitarra gigante (Rhynchobatus djiddensis) fornisce la pinna di piu' alto valore nel mondo, con circa 90$ al kg pagati ai pescatori indonesiani.

Pelle

Gli squali hanno una pelle estremamente abrasiva munita di denticoli. E' usata in diversi paesi per la produzione di una varieta' di prodotti in cuoio, incluse valige, cinghiette per orologi, stivali da cowboy e cinture. E' usata come abrasivo per le teste in poercellana delle bambole in Nuova Zelanda, per le coperture delle impugnature dei manici delle biciclette, e per le barche da sabbia indiane in legno.

L'aumento dell'utilizzo della carne di squalo in alcuni mercati, come gli Stati Uniti, scoraggia la produzione della pelle che spesso e' lasciata intatta a protezione della carne. Lo scuoiamento non e' nemmeno un costo effettivo in alcune pescherie, per cui molte volte viene buttata. Tuttavia, la lavorazione della pelle in piccola scala, in qualche paese sviluppato e' piu' conveniente, e tra l'altro la produzione di cuoio di squalo in alcuni paesi resta una importante risorsa. Uno di questi e' il Messico, dove operano un discreto numero di concerie per pelle di squalo.

In anni recenti, hanno iniziato a lavorare concerie in Europa, Giappone, Australia e Thailandia, e si apprestano ad iniziare in India, nella regione del Golfo del Bengala, per utilizzare la pelle che precedentemente veniva buttata. I dati sulla produzione domestica e sul commercio non sono disponibili per molti paesi produttori, incluso quelli menzionati sopra, e maggiormente sconosciuti in nazioni come la Cina e il Bangladesh.

Olio

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Gli squali hanno il fegato molto ricco d'olio, per compensare la mancanza di vescica natatoria.
L'olio del fegato e del corpo di squali come lo spinarolo (Squalus acanthias) e' usato negli Stati Uniti e in Europa come abbronzante e per il trattamento del cuoio. L'olio del fegato e' anche usato in Giappone come detergente per la pulizia sanitaria dei bagni, nella preparazione dei profumi francesi, e qualche volta come ingrediente per unguenti emorroidali preparati negli Stati Uniti e distribuiti internazionalmente. In Africa, il fegato degli squali e' usato o commercializzato localmente in Eritrea, Somalia, Kenya, Tanzania e Madagascar per essere utilizzato nella manutenzione della tradizionali barche da pesca.
Dall'olio del fegato di squalo si produce anche lo squalene, un idrocarburo acrilico utilizzato nella costruzione di lubrificanti, battericidi, prodotti cosmetici e farmaceutici come le creme per la pelle.Il Giappone e' stato storicamente uno dei piu' importanti produttori di squalene. Mentre i dati sull'esportazione  non sono disponibili per il Giappone dopo il 1980, la Corea del Sud ha registrato importazioni dal Giappone per una media di 52 tonnellate all'anno tra il 1987 e il 1994. E' stato stimato che una tonnellata di squalene richieda il fegato di 2500 - 3000 squali.
Una tendenza della produzione suggerita dagli studi dei mercati regionali di TRAFFIC e' la diminuzione del fegato di squalo e dell'olio lavorato e commercializzato da molti  dei primi fornitori, in parte a causa della difficolta' di raccolta del fegato e e per il forte odore dei prodotti.
Come risultato, molta dell'attuale produzione e' stata spostata nei paesi in via di sviluppo. Recentemente, una piccola impresa venuta su in Papua Nuova Guinea per la produzione di olio di fegato da squali del genere  Centrophorus appositamente per essere esportato in Giappone per la preparazione dei prodotti, ha in mente di occuparsi della pelle.
In termini di consumo, la Corea del Sud appare essere quasi il primo Paese al mondo, con 364 tonnellate di olio importato soltanto nel 1994. Mentre questi prodotti si trovavano in molti Paesi durante i rilevamenti, i mercati dell'Europa e del Nord America appaiono essere cresciuti tramite una proliferazione di nuovi prodotti a base di squalene. In Europa questi si trovano in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Olanda, Spagna e Regno Unito.

Cartilagine

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Lo scheletro degli squali e delle altre specie prossime e' formato da cartilagine, dalla quale derivano diversi medicinali e prodotti alimentari. Il natrium dei condriti, un composto chimico presente nella cartilagine, e' usato in Giappone come trattamento per l'affaticamento degli occhi e i reumatismi, e la verdesca e' considerata una buona sorgente.

I prodotti chimici estratti dalla cartilagine sono stati utilizzati anche per lo sviluppo di una pella sintetica per le vittime delle ustioni. In anni recenti, la cartilagine, in polvere e capsule, e' stata commercializzata ad ampio raggio come un prodotto finalizzato all'aiuto nel trattamento del cancro.

La cartilagine di squalo e' un prodotto relativamente nuovo sul mercato, e nessuna agenzia nazionale della pesca o agenzie doganali, ha registrato il volume della sua produzione o dei suoi scambi. I ricercatori di TRAFFIC indicano tra le nazioni che la producono in maggioranza l'Australia, il Giappone e gli Stati Uniti. La cartilagine e' fornita da e/o lavorata in diversi altri Paesi come l'Argentina, il Messico, la Nuova Zelanda e, con molta probabilita', il Kenia. Negli Stati Uniti, in prodotti preconfezionati di cartilagine sono commercializzati ed esportati sotto dozzine di nomi di marchi in circa 35 Paesi.

In Europa, sono venduti normalmente in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Spagna e Regno Unito. I prezzi al dettaglio possono essere alti, raggiungendo in alcuni casi piu' di 100$ per una solo boccetta di capsule.

Conclusioni e Raccomandazioni

Individuare le implicazioni gestionali e conservative nell'aumento della pesca dei condriti e del loro commercio e' una sfida difficile, principalmente perche' le informazioni disponibili sulla caccia, recupero a terra e commercio sono notevolmente incomplete e le specie coinvolte sono specificate raramente. E' chiaramente necessario migliorare il monitoraggio sugli scambi commerciali. Perfino dar piu' risalto alle notizie tuttavia, e' un miglioramente basilare per la gestione della pesca, la ricerca e la raccolta di dati. I punti elencati piu' sotto mettono in evidenza le raccomandazioni di TRAFFIC.
  1. Tutte le nazioni dovrebbero applicare i principi e gli standard FAO "Codice di comportamento per una pesca responsabile" che indirizza la ricerca e la raccolta di dati.
  2. La FAO ed altre agenzie internazionali della pesca, agenzie di sviluppo regionale della pesca e le agenzie nazionali dovrebbero iniziare o migliorare la raccolta di dati che indica le specie di squali catturate nella pesca commerciale, di sussistenza e ricreativa.
  3. Le registrazioni sui giornali di bordo, i programmi di controllo dei bacini di stoccaggio, le procedure di ispezione ed altri sistemi di monitoraggio dovrebbero iniziare o essere migliorati nella pesca artigianale, di sussistenza, sportiva e su larga scala. Queste procedure dovrebbero essere obbligatorie sia per le barche locali che per quelle straniere che operano nelle acque nazionali o scaricano il pescato nei porti locali.
  4. Le agenzie di pesca regionali e nazionali dovrebbero sviluppare piani di gestione ecologicamente sostenibili per la pesca degli squali suscettibili di sovrasfruttamento.
  5. I firmatari della Convenzione sul Commercio Internazionale dell Specie in Pericolo della Flora e della Fauna Selvaggia (CITES), dovrebbero continuare a controllare il lavoro delle agenzie nel miglioramento della raccolta dati sulla pesca e sul commercio di squali, come stipulato fra le parti nel 1994. Questo dovrebbe essere facilitato mediante la formazione di un gruppo di lavoro sulla pesca in mare del CITES.
   
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