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Gli squali di Damien Hirst

Hirst domina la scena artistica britannica durante gli anni novanta, portandola alla ribalta internazionale. La sua veloce ascesa in quel periodo è strettamente legata alla vicinanza e promozione da parte del collezionista e pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi, anche se le continue frizioni tra i due portarono nel 2003 alla fine della proficua collaborazione. La morte è il tema centrale delle sue opere.

È noto soprattutto per una serie di opere in cui corpi di animali, come squali tigre, pecore e mucche, sono imbalsamati e immersi in formaldeide. Manifesto della sua poetica è The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living (ovvero, L'impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo, d'ora in poi per brevità TPIODITMOSL), consistente in uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro una vetrina.

Quell'opera divenne il simbolo dell'arte britannica degli anni novanta. La vendita dell'opera nel 2004 ha reso Hirst l'artista vivente più caro dopo Jasper Johns.

La mostra di Damien Hirst alla Tate Modern di Londra è all'altezza sia della Tate sia di Hirst. L'opera più bella è TPIODITMOSL.

Di quest'opera Hirst ha parlato molte volte ma una volta ha spiegato: "Mi piace l'idea di qualcosa che descrive una sensazione. Uno squalo fa paura, è più grande di te, si muove in un ambiente a te sconosciuto. Sembra vivo quando è morto e morto quando è vivo".

Nella mostra di Londra, gli squali esposti sono due, TPIODITMOSL e uno più piccolo in una teca nera dal titolo The Kingdom.

Per molti TPIODITMOSL è diventato il simbolo della follia dell'arte contemporanea, tanto che nel 2008 l'economista Donald Thompson ha scritto un libro tradotto in italiano col titolo Lo squalo da 12 milioni di dollari - La bizzarra e sorprendente economia dell'arte contemporanea. Thomson racconta per filo e per segno la genesi di TPIODITMOSL e rivela una serie di particolari abbastanza interessanti.

The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living

L'opera fu realizzata per la prima volta nel 1991 con i soldi di Charles Saatchi.

"L'artista - racconta Thompson - aveva fatto alcune telefonate "Cercasi squalo" ad alcuni uffici postali australiani in località costiere, i quali avevano appeso dei cartelli con il suo numero di Londra".

A rispondere all'annuncio fu Vic Hislop, un pescatore di Hervey Bay, una località sull'Oceano Pacifico. Lo squalo fu pagato 6000 dollari: 4000 per la cattura e 2000 per imballarlo nel ghiaccio e spedirlo a Londra via nave.

TPIODITMOSL fu esposta per la prima volta nel 1992 nella galleria privata di Saatchi. Quando però nel 2005, tramite i buoni uffici di Larry Gagosian, Saatchi vendette l'opera al finanziere americano Steve Cohen (si dice per 12 milioni di dollari), lo squalo si era completamente deteriorato. Hirst accettò si sostituire l'animale e chiamò di nuovo Vic Hirslop. Gli chiese altri tre squali tigre e un grande squalo bianco della stessa stazza e ferocia dell'originale. Hirslop, racconta Thompson, inviò a Hirst cinque squali, uno dei quali in regalo.

Vedi l'articolo del New York Times che racconta la sostituzione di squalo

Che fine hanno fatto gli altri quattro squali?

In realtà ne esistono almeno cinque. Eccoli:

The Immortal (1997-2005)

Damien Hirst, The Immortal (1997-2005)


The Wrath of God (2006)

Damien Hirst, The Wrath of God (2006)


Death Explained (2007)

Damien Hirst, Death Explained (2007)


Death Denied (2008)

Damien Hirst, Death Denied (2008)

The Kingdom (2008)

Damien Hirst, The Kingdom (2008)

Poi, esiste almeno un'opera realizzata con uno squalo martello:

Fear of Flying (2008-2009)

Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009) Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)


... e uno squalo elefante:

Leviathan (2006 - 2013)

E' uno squalo elefante di 6,8 metri acquistato dall'artista dal Museo di Storia Naturale di Londra dopo che è stato trovato su una spiaggia inglese. Dalla definizione di 'mostro degli abissi' data allo squalo dopo il ritrovamento, Hirst ha intitolato il lavoro "Leviatan", il mitico mostro marino descritto nella Bibbia ebraica e cristiana nel Vecchio Testamento.

Leviathan è anche un omaggio al lavoro del XVII secolo di Thomas Hobbes 'Il contratto sociale'.


   
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